
Nel 1976, tra le crepe creative di Bologna, da via Clavature alla mitica Traumfabrik, esplode una controcultura visiva e sonora che cambia per sempre il fumetto italiano: da Andrea Pazienza , passando per Stefano Tamburini & Tanino Liberatore, Filippo Scozzari e Mattioli.
Riviste come Cannibale e Frigidaire diventano laboratori di linguaggio, mentre RanXerox incarna la rabbia elettrica di un’epoca.
Da Bologna a Roma a Milano, Oreste del Buono e Umberto Eco sostengono il fumetto d’autore che si intreccia con editoria, teoria e immaginario, fino agli esperimenti degli Editori del Grifo che coinvolgono lo sguardo visionario di Federico Fellini e Milo Manara, dialogando idealmente con queste tavole, mentre il rock demenziale degli Skiantos, le vibrazioni dei Gaznevada e l’impegno dei CCCP trasformano ogni disegno in suono.
una stagione irripetibile, dove fumetto, parola, musica e vita si mescolano senza gerarchie, diventando un unico atto di disobbedienza creativa.