Radio Fragola FM 104.5-104.8 – Per comunicare in diretta: WhatsApp/SMS 3401916542 E-mail: diretta@radiofragola.com

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Francesco Mastrogiovanni, maestro di 58 anni, muore nel servizio psichiatrico di Vallo della Lucania (Salerno) nel 2009, dopo quattro giorni di contenzione; tre anni prima, nel 2006, moriva nel Servizio psichiatrico dell’Ospedale Santissima Trinità di Cagliari, Giuseppe Casu, dopo essere rimasto legato a letto per una settimana. Due morti che sembrano eccezioni, ma che non lo sono visti i recentissimi casi di cronaca. Crimini di cui di norma non si parla, e che rimangono sommersi. Eppure, è stato proprio dai recenti fati di cronaca che abbiamo appreso di persone con disabilità incatenate o legate negli istituti. Charta Sporca, periodico culturale e Radio Fragola, storica emittente comunitaria, in collaborazione con ConF. Basaglia, conferenza permanente per la salute mentale nel mondo, Clinica Psichiatrica del Dipartimento Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute dell’Università degli Studi di Trieste e Forum Salute mentale, hanno organizzato nella giornata di giovedì 3 marzo un incontro di approfondimento critico sul tema della contenzione psichiatrica, nuovamente riportato al centro del dibattito culturale italiano dalla campagna “… e tu slegalo subito” e dai recenti fatti di cronaca. “… e tu slegalo subito” è un’iniziativa, promossa dal Forum Salute Mentale, ispirata alla risposta che Franco Basaglia soleva dare agli operatori che gli chiedevano cosa fare di fronte a un paziente legato al letto: slegarlo subito, appunto. “… e tu slegalo subito” vede tra i propri firmatari e sostenitori – oltre ad una corposa galassia di associazioni per i diritti – anche molti intellettuali, personaggi dello spettacolo e operatori dei servizi, tra cui Vito D’Anza, Pier Aldo Rovatti, Peppe Dell’Acqua, Giovanna del Giudice, Claudio Bisio e Paolo Virzì. La campagna ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo alla pratica della contenzione cosiddetta “meccanica” – vale a dire la pratica illecita, ma utilizzata e routinaria, del legare persone affidate in cura, persone con disabilità, anziani, persone con disturbo mentale, anche per più giorni con fasce, corde e lacci – e alla contenzione cosiddetta “chimica” che, grazie all’incontrollata diffusione degli psicofarmaci, rappresenta una diffusa forma, tragicamente privata e individuale, di contenzione e “normalizzazione” forzata (spesso anche tristemente “volontaria”) All’evento che si svolgerà a Trieste giovedì 3 marzo, alle ore 17.00, presso l’Aula Magna della SSLMIT (ex Scuola Interpreti) in via Filzi, 14, parteciperanno: Giovanna Del Giudice, medico psichiatra, inizia a lavorare nell’ospedale psichiatrico di Trieste nel 1972, quando Franco Basaglia ne è direttore. Partecipa all’intero processo di deistituzionalizzazione e alla costruzione dei percorsi della salute mentale di comunità, con particolare attenzione alle tematiche di genere. E’ stata direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl Caserta e di Cagliari e consulente per la salute mentale in altre regioni italiane e tuttora coordina progetti di cooperazione internazionale sui temi della salute mentale. Autrice di numerose pubblicazioni, fra cui il libro “.. e tu slegalo subito”. È presidente di ConF.Basaglia, conferenza permanente Franco Basaglia per la salute mentale nel mondo dal novembre 2013. “Noi dobbiamo sapere che questo ci riguarda, sia come pratica civile, ma anche come questione privata. Bisogna testimoniare che questa pratica è evitabile. C’è approssimativamente un 15 % di SPDC in cui non si lega, e questo testimonia che si può fare. Non è che qui a Trieste, ad esempio, ci siano matti speciali che si possono non legare. E questo va testimoniato con forza!” Charta Sporca Piero Cipriano, medico, psichiatra, psicoterapeuta, di formazione cognitivista ed etnopsichiatrica. Dopo aver lavorato in vari dipartimenti di salute mentale dal Friuli alla Campania, da alcuni anni lavora a Roma in un SPDC. E’ autore del libro “Il Manicomio Chimico” Cipriano non a caso è riluttante, ovvero come dice il vocabolario uno “scarsamente disposto a cedere, concedere, acconsentire”. Il Sole24Ore Pierpaolo Capovilla, cantautore, leader de Il Teatro degli Orrori, impegnato in prima linea nella campagna “… e tu slegalo subito”. Nei suoi ultimi dischi ha affrontato anche il tema del trattamento sanitario obbligatorio, degli psicofarmaci e della contenzione. Per quanto delusi e disillusi ci sono cose su cui è giusto e doveroso dare battaglia. Quello che stiamo facendo noi come Teatro degli Orrori è parlarne, cantarne. Dopo le canzoni nascono le riflessioni. Poi ci sono i concerti, queste interviste e altro ancora. La gente non sa cos’è un Tso. Non conosce la pericolosità degli psicofarmaci. Adesso che le ho scoperte le trovo allarmanti. Intendo fare un’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Da qualche parte bisogna pure iniziare 180 Gradi WebMagazine Coordinano e moderano l’incontro Andrea Muni di Charta Sporca e Lucia Vazzoler di Radio Fragola / Cooperativa Sociale La Collina.

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