

PIANETI INVISIBILI dedica la sua seconda edizione al lavoro, interrogandone il significato oltre la sua dimensione economica e produttiva. Non il lavoro invisibile perchè sommerso, sfruttato o non riconosciuto, ma ciò che diventa invisibile quando il valore del tempo umano viene misurato solo in termini di reddito, efficienza, prestazione e utilità.
Accanto al negotium, il tempo occupato dagli affari e dalla produzione, esiste un otium che non coincide con l’inerzia, ma con uno spazio necessario alla conoscenza, alla relazione, alla contemplazione, alla cura di sè e del mondo. E’ il tempo apparentemente improduttivo dell’arte, del pensiero, del gioco, dell’incontro, della bellezza, di un tempo che non genera necessariamente profitto, ma produce senso.
In questa prospettiva, l’arte diventa una forma esemplare di “lavoro dell’inutile”: non risponde immediatamente a una funzione pratica, non si misura con gli strumenti della produttività, eppure continua a essere indispensabile. Come certe relazioni non fondate sull’uso – il legame con un animale, con un luogo, con una memoria, con una presenza fragile – l’arte mostra che non tutto ciò che conta deve servire a qualcosa.
Il percorso artistico nel Padiglione M e nel Parco Culturale di San Giovanni invita DUNQUE a guardare ciò che resta fuori dalle logiche dell’efficienza: il tempo apparentemente inutile, ma necessario, in cui l’umano torna a riconoscersi.
Mostra visibile dal 16 settembre al 14 ottobre 2026 presso il Padiglione M del Parco culturale di San Giovanni, via De Pastrovich 1, Trieste.
Iniziativa promossa da Duemilauno Agenzia Sociale ed HeadMadeLab, in collaborazione con il SAR (Servizio Riabilitazione Residenze), La Collina, Radio Fragola, il Centro di Documentazione “oltreilgiardino”.
Le mostre di arti visive, gli eventi e gli incontri sono curati dal collettivo M-ARTE.