Radio Fragola FM 104.5-104.8 – Per comunicare in diretta: WhatsApp/SMS 3401916542 E-mail: diretta@radiofragola.com

Radio Fragola FM 104.5-104.8 – Per comunicare in diretta: WhatsApp/SMS 3401916542 E-mail: diretta@radiofragola.com

Fragole e sangue. Il desiderio di un mondo migliore

Un pomeriggio per stare insieme

Tutto è cominciato nel mezzo di un incontro con le quarte e le quinte del liceo “Carducci”. Le allieve, tante, e gli allievi, pochi, mi hanno chiesto del mio lavoro, del manicomio, di Basaglia, della “malattia”, dei miei quasi ottanta anni. Poco tempo dopo con il loro entusiasta professore di filosofia, Gabriele Donato, hanno avviato una ricerca su “ ..come eravamo nel ’68”. Un questionario guidava le loro interviste. Tra le altre domande, quale film mi aveva particolarmente emozionato. Ho preso tempo, e poi chi sa da dove, è arrivato “Fragole e sangue”. Lo avevo visto a Napoli in un cineforum. Erano gli ultimi giorni prima della mia laurea. La guerra in Vietnam, le prime occupazioni delle Università americane, la morte di Martin Luther King, Robert Kennedy, Che Guevara, Malcom x, le rivolte dei neri di Chicago..

È un film del 1970 che parla ancora oggi, più che mai. Fragole e sangue racconta una gioventù che non si accontentava, che non voleva più stare zitta, che cominciava a credere che partecipare dovesse essere un modo di vivere. In quelle immagini – tra assemblee, cori e desiderio di cambiare il mondo – si ritrova l’eco di una tensione che attraversa ogni generazione: la necessità di prendere parola, di esserci, di contare.

Il pomeriggio del 14 dicembre, con Fragole e sangue i ragazzi e le ragazze con la rete degli studenti medi e l’unione degli universitari vogliono portare al cinema proprio quella parola: partecipare.
Un incontro pensato per chi sente che oggi la sfida più grande è battere l’indifferenza e non è solo capire, ma scegliere di esserci, di prendere parte.

Vogliamo riempire un cinema, hanno detto!

La proposta di organizzare l’evento è nata dagli allievi e le allieve del liceo “Carducci Dante”, e si apre a tutte le altre scuole, alle università, ai ragazzi che lavorano a chi ha voglia di ritrovare nell’incontro e nella partecipazione l’occasione di crescita.

Per una volta, i “grandi” resteranno fuori: l’ingresso gratuito sarà vietato ai maggiori di 30 anni – che però potranno entrare, se vorranno, pagando un fiorino. Saranno spettatori curiosi di un dibattito che non appartiene più a loro, ma alle generazioni che verranno.
Una provocazione gentile, un modo per dire che la città è anche – e forse soprattutto- dei giovani che la abitano, la attraversano, la desiderano diversa.

L’iniziativa è organizzata insieme a molte associazioni e realtà del territorio che credono nel potere della cultura, della solidarietà, della politica come spazio di incontro e di crescita. Ma non vuole essere un evento isolato: è un tentativo di costruire continuità, di dare forma a una presenza, di non lasciare che “partecipazione” diventi una parola vuota.

In un tempo in cui ogni disagio, ogni fatica, ogni ribellione, ogni silenzio adolescenziale sembra dover essere tradotto in allarme, Fragole e sangue diventa un invito a riflettere, ad accostarsi a questo particolare momento della vita.
Viviamo in un’epoca in cui siamo pronti a catalogare come disagio (malattia) ogni emozione, ogni incertezza, ogni sfumatura dell’adolescenza. Ma l’adolescenza non è una malattia da curare, una rivolta da reprimere: è un passaggio, un’invenzione incessante, un tempo di turbamento, di abissale scoramento, di eccentrica creatività, di visionarietà, di amore, di forza dirompente che chiede ascolto.

“Lasciateli crescere” – diceva mia nonna.

Ecco, forse Fragole e sangue nasce proprio da qui: dal desiderio di valorizzare gli spazi dove i ragazzi e le ragazze possano crescere insieme, guardando un film, discutendo, ridendo, dissentendo, confliggendo, portando le proprie domande senza paura di essere giudicati. Un luogo in cui nessuno dica “ti spiego io”, ma tutti possano dire “proviamo a capire insieme”.

Proprio adesso c’è bisogno di partecipazione. Non quella urlata e “cattiva” dei social o quella episodica delle emergenze, ma quella che nasce dall’ascolto, dal desiderio di esserci, dalla fatica di costruire qualcosa di proprio, dal superare la paura dell’incontro con l’altro.
Partecipare non è solo andare a una manifestazione o firmare una petizione. È sentirsi parte di una comunità, appartenere, prendere parte, riconoscere che la città, la scuola, l’università, il primo lavoro, la piazza sono luoghi che vivono solo se siamo capaci di abitarli

In questo senso, il cinema torna a essere ciò che ostinatamente vuole continuare a essere: un luogo di comunità, di cittadinanza, di condivisione di suggestioni e di sentimenti. Un buio in cui si vedono le stesse immagini, si respirano le stesse emozioni, si impara a guardare insieme.

Il 14 dicembre non sarà solo un pomeriggio al cinema. Sarà un esperimento di cittadinanza che propongono i giovani, un invito a ritrovare la fiducia nel futuro e nel fascino della relazione. Nel lasciarsi attraversare dalla passione per la difesa dei diritti, per la lotta alle diseguaglianze. Un confronto libero, aperto, dove nessuna voce valga più di un’altra. Perché partecipare comincia da qui: dal coraggio di dire “io la penso così”, ma anche dal saper ascoltare chi la pensa diversamente.  
E forse, in questo momento, non c’è gesto più rivoluzionario che tornare a credere che insieme si possa ancora cambiare qualcosa. 

Peppe Dell’Acqua, novembre 2025

 Category: News